Over Stretching e Over Split, fanno male?

Over stretching

Vediamo spesso su Instagram ballerine con aperture impressionanti. Si fotografano durante semplici azioni quotidiane dando però sfoggio di questi virtuosismi. Chiudendo sportelli alti con i piedi, o in spaccata in equilibrio tra due sedie. Per aumentare l’ampiezza della loro spaccata si servono di sedie, cuscini o mattoncini su cui poggiano i piedi permettendo al bacino di abbassarsi oltre il livello della caviglia e raggiungendo quindi una spaccata che vada oltre i 180 gradi. Questo fenomeno si chiama “oversplit” ed è in rapida diffusione soprattutto tra i più giovani, grazie appunto ai social media.

Chi danza sogna di raggiungere questa flessibilità, chi studia in modo professionale si domanda se raggiungerla potrebbe aprire qualche porta o essere importante durante le audizioni. Anche ai concorsi spesso vengono premiate esibizioni più vicino alla ginnastica che alla danza. Ma la domanda che dobbiamo farci è:

Lo stretching estremo è pericoloso?

Generalmente parliamo di over stretching quando andiamo oltre una gamma di movimenti naturali e fisiologici. Il corpo viene forzato in posizioni che, sovraccaricando una determinata zona, a lungo termine possono essere molto dannose.

Lo stretching è “sano” quando puoi mantenere una posizione per qualche secondo senza provare dolore. Se spingi i tuoi muscoli oltre le loro possibilità rischi di causare tensioni o infortuni peggiori. Il rischio aumenta ulteriormente se lo stretching viene fatto quando i muscoli sono freddi, andando a causare delle micro-lesioni che porteranno dei dolori persistenti. Inoltre, sovraccaricare un’articolazione non danneggia solo l’articolazione interessata, ma anche i tessuti circostanti. I rischi, per i ballerini più giovani, sono ancora più alti, poiché a lungo termine possono portare addirittura a dei disallineamenti, a fratture o ad un modificarsi della forma dell’anca in fase di crescita.

Lo stretching deve essere funzionale

La danza non è fatta solo di gambe alte e spaccate, non è ginnastica e non è un’arte circense. Oltre alla flessibilità servono tante altre cose: salti, giri, coordinazione, musicalità, espressività, equilibrio. Tenere a lungo posizioni estreme e innaturali non è quindi funzionale per la danza. Insistere nello stretching estremo potrebbe indebolire i muscoli e incidere negativamente sull’esecuzione di alcuni esercizi. La flessibilità va ricercata con pazienza e sudore e soprattutto con conoscenza e coscienza. Non dimenticare poi che non basta la flessibilità per avere “gambe alte”!

Come mi accorgo se sto esagerando?

Quando lavori sulla flessibilità non dovresti sentire dolore. Ricorda che il tuo corpo comunica con te in continuazione, se ti senti scomodo, a disagio, dolorante, probabilmente non stai lavorando nel modo giusto o stai forzando troppo. Non dovresti sentire:

  • Dolori articolari
  • Forti tensioni muscolari
  • Dolori persistenti i giorni successivi all’allenamento

E’ importante ascoltare questi segnali e non spingere il nostro corpo oltre i limiti che può sopportare.

L’over stretching serve?

Molti ballerini cercano l’apertura oltre i 180 gradi pensando che possa servire anche a migliorare penchè e grand jetè. In realtà non è così, perchè per migliorare certe esecuzioni sono necessarie forza e stabilità, qualità che non si ottengono con lo stretching.
La flessibilità è assolutamente inutile senza il controllo! Sposta quindi parte dell’attenzione e dell’impegno che poni nella ricerca della flessibilità nel lavorare su queste abilità.

Inoltre per molti coreografi e per il pubblico, vedere delle pose statiche, seppur affascinante non è abbastanza. Può essere una parte ma non il tutto.Un coreografo cerca molto più di questo, non vuole lavorare con un’atleta ma cerca un artista versatile che sappia lavorare con intelligenza e serietà. Il coreografo cerca tecnica ed emozione, le stesse cose che il pubblico vuole vedere durante la performance.

Come posso lavorare la flessibilità in modo sicuro?

Per lavorare sulla tua flessibilità è fondamentale prestare attenzione ad alcuni passaggi:

  1. Cerca di conoscere al meglio la tua struttura fisica in modo da essere consapevole di eventuali “impedimenti” alla flessibilità. Una specifica struttura ossea, per esempio, potrebbe non permetterti di restare in una determinata posizione. Senza questa consapevolezza potresti perdere tempo in esercizi per te inutili o inadatti.
  2. Accertati di non fare esercizi che vadano a stressare i legamenti. Abbiamo visto prima quanto questo possa essere dannoso.
  3. Scaldati prima di qualsiasi esercizio. Gli esercizi per la flessibilità non possono essere l’inizio della tua routine e non possono essere utilizzati per scaldarsi. La flessibilità va ricercata dopo aver preparato e riscaldato il corpo.
  4. Ricorda che per avere delle buone aperture non puoi concentrarti solo sulle anche ma devi allenare e rinforzare tutti i muscoli coinvolti.
  5. Lavora su forza e controllo per ottenere flessibilità anche nella dinamica e non solo una flessibilità statica fatta di pose da fotografare. Questo ti permetterà anche di prevenire infortuni.
  6. Lavora con intelligenza e valuta i rischi di quello che fai. Solo perchè riesci a fare qualcosa e non vedi controindicazioni nell’immediato non significa che non ne pagherai le conseguenze in futuro.
  7. Ascolta il tuo corpo e resta in costante comunicazione con lui, se imparerai a conoscerlo e ad ascoltarne i segnali otterrai grandi benefici.
  8. Affidati ad un insegnante preparato, che abbia studiato e non si sia improvvisato insegnante dopo qualche anno di studio o un breve corso di formazione. I danni che inesperienza e non conoscenza possono causarti, richiedono tempo e denaro per essere curati.